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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Casa
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La mwcqcasa (dal mwcglatino "casa", mwcwcapannacite-ref-1[1]) è un mweaedificio, o una sua porzione, utilizzato stabilmente da una o più persone come luogo di mweqresidenza.

La casa ha una lunga storia, che inizia nei primi tempi storici, quando gli esseri umani abbandonarono i ricoveri temporanei e, grazie alle acquisite conoscenze di mwewcostruzione, iniziarono a realizzare luoghi permanenti in cui abitare.

Il concetto può anche corrispondere a quello di mwfqunità abitativa, coniato dal mwfgMovimento Moderno in mwfwarchitettura, che è stato nella storia il primo elemento funzionale. L'insieme delle persone che abitano una singola unità abitativa si definisce mwganucleo familiare ed è un concetto rilevante nel campo statistico.

Contents

Storia
Affitto
Note

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Storia

Nel mwjwIV secolo a.C. iniziano a diffondersi tipi di case che rispecchiano la formazione della mwkafamiglia come nucleo autonomo. Di solito sono addossate una all'altra a formare quasi degli isolati. Prende così piede un modello abitativo esteso: dalla mwkqMesopotamia all'mwkgEgitto, da mwkwCreta all'mwlaantica Grecia.

Adeguandosi all'ambiente sociale e climatico, l'abitazione mwlgmesopotamica si sviluppa intorno ad un cortile interno scoperto, dal quale si accede ai vari ambienti. Le zone sono ben distinte: al piano terreno si svolge la vita degli uomini, al piano superiore risiedono le donne e i servi.

L'mwmaantico Egitto invece trovò soluzioni collettive in case comuni a terrazze, costruite con mattoni grezzi e paglia, costituenti talora veri e propri quartieri.

Per quanto riguarda la casa romana, derivata dalla mwmgcasa greca e da quella etrusca, era distribuita intorno ad uno o due cortili (mwmwatrium e mwnaperistilium) e si divideva in una parte adibita alla vita privata. Ad esigenze di difesa e di vita comunitaria rispondevano anche i mwnqmonasteri comparsi nell'alto mwngMedioevo, fondati sulla compresenza delle abitazioni (le celle dei monaci organizzate intorno al mwnwchiostro), della vita sociale e della mwoapreghiera (refettorio e chiesa) e dell'attività lavorativa, soprattutto agricola. Intorno ad essi ben presto si formarono piccole comunità di abitanti.

Nel mwogRinascimento, seguendo le tendenze culturali dell'epoca, la casa si configurò su modello di quella romana, con cortili di forma rettangolare o quadrata; la residenza comune si mantenne di tipo unifamiliare e mista a funzioni commerciali.

Immutata restò la situazione nell'età barocca finché, a partire dalla fine del mwqgXVIII secolo, cominciarono a sorgere case plurifamiliari su più piani, in risposta alle richieste di una popolazione urbana in continuo aumento. Con la rivoluzione industriale, poi, si pose frontalmente il problema dell'abitabilità per le grandi masse affluite nella città.

Città, urbanizzazione ed edilizia popolare

La prima mwrqcittà dove, nel corso dell'mwrgOttocento, si afferma un tipo di abitazione proletaria è mwrwLondra, con i cosiddetti mwsaslums: tristemente famosi per le scarse condizioni igieniche essi altro non erano che modesti monolocali su un unico piano che servivano in pratica da dormitori. L'orrore per lo squallore, la malattia e l'immoralità che ne derivavono spinse alcuni filantropi a fornire alloggi in case popolari e alcuni proprietari di fabbriche costruirono interi villaggi per i loro lavoratori. Nel 1885, lo Stato Britannico promulgò l'mwsqHousing of the Working Classes Act del 1885, che autorizzava gli enti locali a chiudere le proprietà malsane e li incoraggiava a migliorare gli alloggi nelle loro aree.

Il problema abitativo nella società di massa fu affrontato nei primi decenni del mwswNovecento dagli architetti del mwtaModernismo. Grazie al mwtqcalcestruzzo armato è possibile costruire abitazioni che variano in rapporto alla necessità. Da qui anche l'interesse per la mwtgprefabbricazione, che consente la variabilità degli spazi ma anche l'allestimento veloce. Essa risolve anche, in parte, la richiesta di case a prezzo economico ma spesso si trova a fare i conti con un'innegabile incompatibilità ambientale con ecosistemi, paesaggi.

Edilizia residenziale pubblica

Nel 1890 fu avviato a Londra il primo progetto abitativo su larga scala al mondo, la Boundary Estate, completato dal mwugLondon County Council nel 1900cite-ref-2[2].

A questi eventi si fa risalire l'origine dell'mwwaedilizia residenziale pubblica. I progetti di edilizia popolare furono sperimentati in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti negli anni '30, ma si diffusero a livello globale solo dopo la mwwqseconda guerra mondiale.

Alcuni paesi hanno politiche residenziali pubbliche e sociali molto avanzate: in mwwwDanimarca oltre un milione di abitanti vive in alloggi pubblici o a prezzo calmierato (con almeno il 40% di ogni nuovo quartiere destinato ad housing sociale)cite-ref-3[3], mentre a New York City vi è il mwyaNYCHA, che ospita oltre mezzo milione di persone principalmente nei quartieri centrali di mwyqManhattan e mwygBrooklyn con il solo requisito del reddito annuale inferiore a 90.000$.

Tipi di casa

La mwaggrotta è la prima forma di casa riparata, scavata nella roccia in seguito a fenomeni di erosione, soprattutto marina, fluviale o glaciale e di altre specie.

La mwbatenda, invece, accompagna fin dal suo apparire il nomadismo dell'uomo ed esiste tuttora in forme assai varie.

La mwbgcapanna, che compare nel mwbwNeolitico, implica già un progetto di architettura primitiva; il tipo più elementare è un riparo costruito con rami piegati ad arco e fissati al terreno per le due estremità e quindi ricoperti di frasche: è il tipo detto mwcamwcqad alveare. Il tipo mwcgcupoliforme, invece, è più complesso ed è usato tutt'oggi da molti popoli. I materiali variano secondo il clima e la cultura del popolo: dal feltro dei mwcwMongoli alla pelle di bisonte dei mwdaSioux al ghiaccio per gli mwdqiglù degli mwdgInuit.

Un tipo particolare di abitazione, anch'esso risalente al Neolitico, è costituito dalle mweapalafitte o mweqcase sugli alberi, ovvero da case di legno innalzate su piattaforme infisse nell'acqua su alti pali, allo scopo di difesa in ambienti acquitrinosi e paludosi.

L'uso del legno per le abitazioni è, comunque, tipico delle aree boschive settentrionali ed estremo orientali, mentre l'uso del mattone contraddistingue le aree meridionali e orientali.

La costruzione con muri di mwfaargilla, ciottoli e pietre a blocchi cominciò alla fine del Neolitico, nelle grandi civiltà d'oriente. Qui iniziarono ad essere costruite case la cui struttura rimarrà immutata nel corso dei secoli. Sono prevalentemente abitazioni ad uno o più piani, con il tetto a forma di terrazza che serve a raccogliere l'acqua piovana.

Attualmente in mwfgGiappone le case sono strutturate per i frequenti terremoti, per questo sono leggerissime e mobili. La semplicità dell'arredamento, inoltre, esprime il distacco tra il nucleo familiare ed il mondo esterno, garantendo alla casa un significato di luogo ideale e di riposo.

Tipologia edilizia

• mwiaCasa unifamiliare destinata ad ospitare un solo nucleo familiare ed è isolata e circondata da un grande spazio verde privato. Questo tipo abitativo richiede un considerevole sviluppo di mwiqstrade e condutture per i servizi ed è caratteristico delle aree a mwigdensità abitativa molto bassa. Un esempio è il mwiwmaso.
• mwjqCasa a schiera se costituite dall'aggregazione di alloggi unifamiliari, ciascuno dei quali ha due lati in comune con gli alloggi contigui e dispone di due fronti liberi, l'ingresso e il giardinetto privato e generalmente si dipana su due piani.
• Un altro tipo di aggregazione a bassa intensità è la mwjwcasa a corte.
• Altro tipo, sempre più in disuso è la mwkqcasa a ballatoio.
• La palazzina plurifamiliare è un condominio consistente in un fabbricato solitamente libero da ogni lato, costruito su aree piuttosto ristrette, con 2-6 appartamenti per piano e con un numero variabile di piani solitamente 3-6. Caratteristico di questo tipo abitativo sono i cortili interni o le chiostrine sulle quali si affacciano i vani di servizio. Questa soluzione abitativa si è diffusa nelle prime fasce periferiche delle grandi città nel secondo dopoguerra, non sempre con effetti positivi. Difatti questa soluzione abitativa spesso dà luogo a edifici isolati ma vicinissimi gli uni dagli altri, senza i servizi pubblici e le aree verdi.
• La mwlqcasa in linea è un impianto strutturale che è determinato dall'aggregazione di almeno due palazzine unifamiliari. Il numero di piani (da tre fino a sei), dei corpi scala e degli alloggi per piano (da due fino a quattro e più) è variabile. Il corpo di fabbrica ha generalmente dimensioni costanti lungo l'asse trasversale e può crescere indefinitamente lungo l'asse longitudinale. Questo tipo di soluzione abitativa è detta "a stecca" quando l'asse longitudinale è rettilineo, "a crescente" quando tale asso è curvo, "ad angolo" quando segue assi di aggregazione ortogonali. Nel migliore dei casi tali costruzioni sono ubicate nel verde e dotate di scuole, servizi commerciali e per il tempo libero.

• La mwngcasa a torre è un particolare tipo di mwnwcondominio isolato a sviluppo verticale le cui origini nascono dalla necessità di diradare nel verde gli edifici pur mantenendo alta la mwoadensità abitativa. Questa soluzione abitativa fu promossa soprattutto dagli mwoqarchitetti razionalisti nella prima metà del '900 perché offriva maggior superficie libera di suolo per uso pubblico e gli alloggi erano dotati di migliori condizioni di illuminazione e aerazione. La casa a torre può superare i 30 metri e presenta un numero variabile di appartamenti per piano.

Spazi interni e aggregazione

Le moderne case sono dotate di più spazi interni adibiti a specifiche funzioni. Tra i principali:

• mwrgl'ingresso è la stanza in cui si apre la porta di entrata;
• mwsail mwsqsalotto o mwsgmwswsoggiorno è la stanza accogliente e di dimensioni relativamente ampie in cui si sta abitualmente nel tempo libero;
• mwtqla mwtgcucina è la stanza adibita alla preparazione a alla cottura dei mwtwcibi. È detta mwuacucina abitabile qualora sia abbastanza grande da poter consumarvi i pasti (altrimenti vi è la sala da pranzo). In mwuqItalia la cucina molto spesso è utilizzata alla stregua del salotto diventando la stanza principale in cui si soggiorna;
• mwuwla mwvasala da pranzo stanza destinata al consumo dei mwvqcibi;
• mwvwlo mwwastudio stanza dedicata alle attività intellettuali o all'installazione di un mwwqcomputer;
• mwwwil disimpegno o mwxacorridoio di servizio è il locale della casa che consente l'accesso ad altri locali della casa;
• mwxgil mwxwbagno è la stanza destinata all'igiene personale ed è dotata dei necessari apparecchi igienici. Spesso per questioni di economicità e spazio il bagno ricopre anche il ruolo della super lavanderia, dotandosi degli apparecchi necessari al lavaggio dei capi di vestiario;
• mwyqla lavanderia è la stanza adibita al lavaggio e trattamento dei capi di vestiario;
• mwywla mwzacamera da letto è la stanza destinata al riposo e al recupero notturno e può essere "matrimoniale" se adibiti a letto matrimoniale, "doppia" se adibiti a due letti singoli o "singola" se adibita a un solo letto singolo. Si chiama "camera degli ospiti" se adibiti esclusivamente al pernottamento degli ospiti;
• il mwzgbalcone, la mwzwterrazza o la mw0aloggia negli appartamenti sono tesi a sopperire all'assenza di un mw0qgiardino.

Servizi e sistemi

L'interno della casa può usufruire dei servizi di erogazione d'acqua, luce e gas ed altri servizi attraverso rispettivamente:

• mw2aimpianto elettrico (illuminazione e utilizzo di apparecchiature elettriche quali gli mw2qelettrodomestici);
• impianto a gas (mw3acaldaia + tubature per ottenere mw3qriscaldamento, acqua calda, energia termica per cucina);
• impianto di ricezione televisiva (mw4aantenna + mw4qcavo coassiale);
• impianto di telefonia fissa.

A partire dagli anni 2010, l'integrazione tra tecnologia, impianti e servizi nella casa va sotto il nome collettivo di mw5qdomotica.

Significati affettivi, psichici, e sociali

La casa non è solo il luogo fisico costruito e abitato dagli uomini. Nel significato affettivo di «mw6qfocolare», essa è anche una mw6grappresentazione mw6wsimbolica spesso utilizzata in mw7apsicologia. Ad un livello psicologico profondo, infatti, la casa va a costituirsi come le fondamenta stesse della mw7qvita psichica di un mw7gindividuo, per cui "essere a casa" equivale a "essere integri a livello psicologico".

Questo utilizzo metaforico della "casa" è stato impiegato da mw8aRenos K. Papadopoulos per l'analisi e il trattamento dei mw8qrifugiati, i quali si trovano a essere tutti indistintamente accomunati, più che da un trauma, dall'abbandono doloroso della propria casa e dal tentativo di recuperarla. Secondo le parole di Papadopoulos, «la casa non è soltanto un luogo, ma anche il fascio di sentimenti associato a esso». Ed essendo, inoltre, il posto dove gli opposti vengono fatti mw8gcoesistere e dove sono mantenuti in equilibrio, ovvero contenuti, la "casa" va a definirsi come la matrice stessa della mw8wsoggettività.

L'azione simbolica realizzata dalla "casa" sulla vita psichica degli individui si riflette anche su quella mw9qsociale, andando a rappresentare un costrutto chiave che riunisce, e in parte sovrappone, tre campi: oltre che quello mw9gintrapsichico, anche quello interpersonale e quello sociopolitico. Di conseguenza, quando si perde la "casa" si perdono o si frammentano anche le sue funzioni organizzatrici e contenitrici e ciò può portare alla frantumazione dei tre livelli: individuale-personale, familiare-coniugale e socio-economico/culturale-politico. È questa destrutturazione che nei rifugiati porta, secondo l'analisi di Papadopoulos, al mw-qdisorientamento mw-gnostalgico.cite-ref-pap-4-0[4]

Questo significato allegorico della casa ha portato a vedervi una sorta di «mwaqanido» in ambito letterario, ad opera di alcuni poeti fra cui spicca mwaqeGiovanni Pascoli.

Un'altra funzione importante della casa è quella di fornire una base coerente alla storia delle famiglie, quale luogo dei mwaqmricordi. Una storia che non ha valore obiettivo ma che ordina e rende coerente tutti i momenti che gli individui hanno vissuto, da quelli peggiori a quelli migliori. In questo modo essi sono resi intelligibili, comprensibili e danno, agli attori di quegli stessi eventi, un senso di continuità e di prevedibilità.

«Quando la gente perde la propria casa e diventa rifugiata, s'infrange proprio quella continuità ed è precisamente quella dimensione che l'assistenza terapeutica ai rifugiati dovrebbe favorire.

»

Aspetti economici e sociali

Urbanizzazione

Dal 2007 la maggioranza degli esseri umani vive in mwaq0cittàcite-ref-5[5]; la casa di città è dunque la tipologia prevalente. Il processo di crescita e organizzazione di una città è detto mwariurbanizzazione. La maggior parte dell'area di una città è occupata dai nuclei abitativi o mwarmtessuto urbano (case, vie, strade). L'mwarqurbanistica e le relative norme territoriali definiscono molti aspetti qualitativi delle case costruite oggi.

Le città tendono ad espandersi molto rapidamente, con conseguenti problemi di mwaryinquinamento, affollamento, traffico e infine condizioni di vita mwarcstressanti. Quando manca uno sviluppo regolamentato e ordinato, accade spesso che attorno alle grandi città si sviluppi una mwargbaraccopoli (anche dette mwarkslum, mwarobidonville, mwarsfavela), un insediamento urbano densamente popolato, caratterizzato da edifici fatiscenti e condizioni di vita al di sotto degli standard di benessere. Le case vengono costruite per lo più con materiali di recupero e in zone carenti di servizi (mwarwacqua potabile, mwar0rete fognaria, mwar4energia elettrica, trasporti) e di condizioni igienico-sanitarie soddisfacenti.

Edilizia popolare

Il problema di alloggiare stabilmente un influsso di molte persone che non dispongono di una casa può dare origine a soluzioni autogestite come le baraccopoli o a progetti centralizzati disposti dal governo o da privati interessati a prendersi cura dei meno abbienti o dei propri lavoratori.

I progetti di edilizia popolare furono sperimentati in alcuni paesi europei e negli Stati Uniti negli anni '30, ma si diffusero a livello globale solo dopo la mwasmseconda guerra mondiale. I programmi nazionali di edilizia sovvenzionata hanno portato alla costruzione di milioni di case nel mondo, con metodologie e sistemi di finanziamento molto diversi tra di loro, tra cui l'assegnazione gratuita ma vincolata, la concessione in affitto, l'affitto con riscatto, la sovvenzione alla costruzione.

In alcuni paesi o zone geografiche la percentuale di case 'popolari' arriva al 50%. In Europa, nel 2012 la media era attorno al 25%, e in Italia inferiore al 5%cite-ref-6[6].

Indici dei prezzi delle case

Un indice dei prezzi delle case (HPI) misura le variazioni di prezzo delle abitazioni residenziali come variazione percentuale da una data di inizio specifica (che ha un HPI di 100). Tali indici possono essere reali o nominali a seconda rispettivamente che tengano conto dell'inflazione oppure no. Ad esempio se l'indice dei prezzi nominale delle case parte da 100 nel 2010 e raggiunge 120 nel 2020, ciò indica un aumento del 20% dei prezzi delle abitazioni a meno dell'inflazione. L'OCSE fornisce dati sull'indice dei prezzi delle case per i suoi paesi membri. In particolare fornisce indici dei prezzi reali e nominali, rapporti prezzo/affitto e prezzo/reddito e indice degli affitticite-ref-7[7].

Aspetti legali

In tutte le culture l'uomo è legato a delle abitazioni, siano esse piccole o grandi, fisse o mobili, più o meno durature o fragili. La possibilità di ritirarsi in un luogo privato e riparato, in cui potersi riposare, rifocillare e accudire la propria famiglia è ormai considerato un mwatcdiritto. Il mwatgdiritto all'abitazione viene sancito dalla mwatkmwatoDichiarazione universale dei diritti umani ed è presente in molte costituzioni nazionali.

L'art. 47 della mwatwCostituzione della Repubblica Italiana stabilisce che la Repubblica mwat0"Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione". Tale affermazione, riferita al contesto storico del mwat4dopoguerra, sembra indicare che i piccoli risparmiatori che puntano all'acquisto di una casa debbano essere incentivati e tutelati.cite-ref-8[8]. Più esplicitamente, la mwaumCorte Costituzionale ha ribadito il diritto dei cittadini italiani alla abitazione, ad esempio con le sentenze n. 49/1987, e n. 119 del 24 marzo 1999, allineandosi alle carte dei diritti internazionali.

Per abitare una casa, l'occupante può costruirla, comprarla, prenderla in mwauuaffitto, o occuparla a titolo gratuito, legalmente o illegalmente. Spesso succede che il proprietario voglia modificare o ingrandire la propria casa. Questa casistica è universalmente comune e regolata da leggi e norme assai complesse e particolareggiate, frutto di centinaia di anni di dispute, e che richiedono l'intervento di professionisti specializzati e il coinvolgimento delle autorità locali, regionali e a volte nazionali.

Costruzione e modifica

La mwaugcostruzione e la modifica di una abitazione solida e fissa, con delle mwaukpareti e un mwauotetto, viene regolata dalle norme mwausedilizie, dalla mwauwpianificazione territoriale (es. mwau0piano regolatore), dalle leggi e tradizioni locali. Solitamente, le regole per una dimora temporanea come una capanna o una tenda sono più semplici.

Nel mondo occidentale, per costruire una casa, è necessario disporre di un terreno sufficientemente ampio, di un mwau8progetto che rispetti le norme nazionali, regionali e locali, avere l'approvazione di tutte le autorità del territorio, e, in funzione della complessità del progetto, disporre di tecnici ed attrezzature professionali con qualifiche e coperture sufficienti a garantire la sua corretta esecuzione. Sul progetto incidono gli mwavaindici di edificabilità, il contesto urbano o rurale, la disponibilità di servizi (acqua, luce, gas, rete fognaria), le caratteristiche geologiche del terreno, le tradizioni storiche locali, che possono determinare materiali, forme e colori.

Il mancato rispetto delle norme, nella forma o nella sostanza, viene detto mwaviabuso edilizio.

In Italia, nel 2001 è stata emanata una legge-cornice che riguarda l'edilizia, il mwavqTesto unico dell'edilizia. La costruzione o la modifica di una abitazione esistente è definito mwavuintervento edilizio, e richiede solitamente un documento detto mwavypermesso di costruire.

Possesso e compravendita

Molte persone aspirano a possedere la casa in cui vivono, perché desiderano maggiori possibilità di personalizzazione, lo ritengono un mwavoinvestimento o lo percepiscono come una sicurezza. In alcuni contesti, in particolare nelle zone rurali o di scarsa urbanizzazione, è possibile costruire la propria casa, avendo un terreno e l'autorizzazione a costruire. Nelle zone più urbanizzate invece, la scarsa disponibilità di spazi liberi e la complessità burocratica del processo di autorizzazione rende più frequenti le operazioni di mwavscompravendita.

Possesso

Il possesso di una casa, e in generale di un immobile, indica che la legge tutela alcuni mwav4diritti di proprietà, ma non la libertà di disporne come meglio si crede. In particolare nei contesti urbani, vi sono forti vincoli sulle modifiche possibili ad una casa. Tipicamente, non è ammesso variarne la volumetria, né stravolgere l'aspetto, né la funzione (in Italia, cambio di mwav8destinazione d'uso). Questi vincoli aumentano se la casa si trova in un contesto di mwawacondominio o di case tutte simili fra loro (es. mwawevilletta a schiera), in un mwawicentro storico, in una località turistica o un mwawmparco naturale (beni culturali, vincoli paesaggistici).

Viceversa, il proprietario di una casa è legalmente responsabile del pagamento di mwawutasse e imposte, della manutenzione, del decoro delle parti visibili e dell'incolumità di vicini e passanti.

Il possesso di una casa o di un appartamento non implica il possesso del terreno su cui poggia l'abitazione.

Compravendita

A causa di diversi fattori tra cui: alto valore dello scambio, difficoltà ad assegnare un valore esatto alla casa, vincoli legali a cui è assoggettata la proprietà, attribuzione delle responsabilità in caso di difetti riscontrati nel tempo, la compravendita di una casa è una operazione complessa a cui sono chiamate a partecipare diverse figure tecniche e, spesso, operatori finanziari. Solitamente ci si affida ad un mwaw4agente immobiliare per stabilire il valore dell'immobile, e ad un mwaw8notaio per formalizzare il passaggio di proprietà. In Italia, i passaggi tipici sono: la proposta d'acquisto, il mwaxacontratto preliminare e il mwaxerogito notarile di vendita.

Se il compratore non dispone di tutta la cifra necessaria per l'acquisto, può tentare la strada del mwaxmprestito. In questo caso una banca potrà anticipare la cifra necessaria a completare il valore dell'acquisto (la percentuale di finanziamento) e stabilire una restituzione nel tempo, a garanzia del quale avrà l'abitazione stessa. Questo genere di finanziamento viene detto mwaxqmutuo.

A prescindere dalla disponibilità economica, non tutti possono comprare casa: ad esempio possono esserci vincoli di mwaxycittadinanza o di mwaxcresidenza per un certo numero di anni. In Italia, al 2020, gli stranieri che vogliono acquistare una casa devono essere residenti con mwaxgpermesso di soggiorno, o appartenere ad uno stato che abbia una convenzione che garantisca la reciprocità del diritto.

Affitto

Chi non vuole o non può comprare casa può prendere la strada dell'affitto. In gergo tecnico, con un mwaxwcontratto di mwax0locazione, una parte (detta mwax4locatore) si obbliga a permettere a un altro soggetto (conduttore o locatario) l'utilizzo di una cosa per un dato tempo in cambio di un determinato corrispettivo (detto "pigione" o "canone"). In generale, un contratto di affitto definisce: chi (locatore e locatario), cosa (casa o stanza ed eventuali accessori), per quanto tempo, il valore dello scambio, la cadenza dei pagamenti. In molti stati, se il locatore cede l'immobile, non ne consegue lo scioglimento del contratto.

Spesso, alla firma del contratto, il locatario versa una mwayacaparra, cioè una garanzia contro eventuali danni o mancati pagamenti. Locatore e conduttore hanno entrambi l'obbligo di mantenere la casa in buono stato, ognuno per la sua parte. In alcuni paesi è richiesta una copertura assicurativa dell'immobile, per coprire danni accidentali a cose o persone nel corso del contratto (fulmini, fuoco, fumo, furto ecc.).

In molti stati, compreso l'Italia, il canone percepito dal locatore è considerato un mwayireddito tassabile.

In Italia

In Italia il contratto di affitto è regolato dal mwayocodice civile italiano. Esistono diversi tipi di contratto, che si distinguono in base alla durata e alle forme di pagamento, tra cui: il contratto a tempo indeterminato, la mwayslocazione stagionale, la mwaywforesteria, il contratto con riscatto.

Il locatore deve consegnare un'unità abitativa che abbia il mway4certificato di abitabilità, in conformità con la legge italiana, con quella regionale e con il regolamento edilizio comunale. Salvo patto contrario, il conduttore ha la possibilità di sublocare il bene.

La condizione di occupazione di una casa non direttamente occupata dal proprietario dà luogo a differenza di trattamento, per esempio tributario, da parte degli enti pubblici e degli enti locali, in genere con vantaggio per la casa occupata e svantaggio per la casa sfitta.

Comodato

La propria casa può essere messa a disposizione di terzi gratuitamente, o quasi, in comodato d'uso. Ad esempio, possono essere stipulati accordi di comodato tra membri della stessa mwazmfamiglia estesa, con l'obiettivo di concedere o scambiarsi l'uso di proprietà 'di famiglia' tra loro. La principale distinzione rispetto alla locazione è che non è previsto un pagamento, se non a copertura delle spese vive, o in forma di lavoro di manutenzione; in questi casi si parla di mwazqcomodato oneroso.

In Italia

In Italia, il comodato è regolato dal mwazcCodice civile, artt 1803-1812, nonché da altre norme sparse, fra cui norme tributarie che ne impongono la registrazione presso l'mwazgAgenzia delle entrate, a pena di nullità.

Occupazione

Infine, una casa può essere occupata, con o senza il benestare della società civile. Nel primo caso può trattarsi di occupazione di una unità abitativa che non appartiene ad alcuno (cosiddette mwazwres nullius) o è stato volontariamente abbandonato dal proprietario (cosiddetta mwaz0res derelicta). Nel secondo si definisce 'occupazione abusiva'.

Italia

L'occupazione è regolata dagli articoli 923 e seguenti del mwaaaCodice Civile. I mwaaebeni immobili che non appartengono a nessun privato, sono di proprietà dello mwaaiStato (art. 827 cc.) o delle mwaamregioni a statuto speciale. I privati possono acquistare la proprietà degli immobili vacanti solo con l'mwaaqusucapione. Nel linguaggio giuridico, l'occupazione abusiva viene definita mwaaumwaayinvasione di terreni o edifici.

In Italia le vicende degli immobili occupati abusivamente fanno spesso notizia: a volte i protagonisti sono i mwaagcentri sociali, a volte mwaakimmigrati clandestini, a volte i quartieri di mwaaoedilizia popolare mal gestiti. Viceversa, i piccoli borghi dell'entroterra invitano a ripopolare i paesini offrendo case ad un prezzo simbolico, come promosso dal progetto 'Case ad 1 Euro'.

Dimora, Residenza e Domicilio

Secondo il mwaa0codice civile italiano, la mwaa4residenza è il luogo in cui la persona ha la dimora abituale (art. 43, II comma c.c.). È possibile avere più di una dimora di fatto, anche se per qualificare un'abitazione come dimora è necessario un minimo di stabilità. La residenza non ha necessariamente a che fare con l'abitazione dichiarata come mwaa8prima casa. In Italia la residenza può essere riferita a un solo mwabacomune, ai fini dell'iscrizione alle liste elettorali e di tutti gli altri benefici fiscali e legali cui hanno diritto i residenti di una determinata località.

Anche se talvolta si parla indifferentemente di residenza e mwabidomicilio, dal punto di vista giuridico la residenza, che ha a che fare con l'abitare, è diversa dal domicilio, definito come sede di affari e interessi. Diverso ancora il concetto di domicilio all'art. 14 della Costituzione Italiana, che afferma che mwabmIl domicilio è inviolabile., specificando che ispezioni, mwabqperquisizioni oppure mwabusequestri possono essere compiuti solo nei modi stabiliti dalla legge.

Note

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Voci correlate

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• mwaf4Arredamento
• mwagiCasa passiva
• mwagqDomotica
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itcasa, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiulio Farina, Ranuccio Bianchi Bandinelli, Giovanni Patroni, Plinio Marconi, Paola Zancani Montuoro, Romeo Vuoli, CASA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefbritannica-com(EN) house, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.